Il mio lavoro è togliere alle aziende il lavoro ripetitivo con n8n, lo strumento con cui collego i loro programmi e li faccio girare da soli. Poi, tre volte a settimana, apro la piattaforma della newsletter e incollo a mano l'articolo che ti arriva.
Non è solo copia e incolla. Parto da una bozza che un mio sistema genera da solo: un'automazione in n8n che sorveglia i miei progetti e mi restituisce una prima stesura di quello che ho combinato in quei giorni. Quella bozza la lavoro, la riscrivo, la taglio. Solo dopo la incollo e premo Pubblica. Ogni volta, da quando sono tornato a pubblicare a maggio.
Questa settimana mi sono seduto a fare il conto se valga la pena automatizzare anche l'ultimo pezzo. La risposta mi ha sorpreso.
Il riflesso che ho dovuto fermare
L'ultimo tratto manuale è incollare e pubblicare. Il riflesso di chi costruisce automazioni è togliere anche quello: il calendario editoriale è già su un foglio Google, basterebbe collegarlo a n8n. Avevo persino pianificato il cambio di piattaforma a maggio per renderlo possibile.
Ma c'è un punto che il riflesso salta. Collegare la pubblicazione a n8n, nella migliore delle ipotesi, manderebbe online una bozza, che dovrei comunque lavorare a mano prima che sia pronta. Il clic non è mai l'ultimo gesto: è la coda di una catena che richiede comunque la mia testa.
Prima di spendere il tempo, ho fatto quello che dico ai clienti di fare: contare. Non "è automatizzabile?", ma "automatizzarlo costa meno che farlo?".
Il conto vero
Gli ultimi clic, quelli che restano dopo aver lavorato il pezzo, mi costano una manciata di secondi, tre volte a settimana. Sì e no mezz'ora l'anno. Su cinque anni, un paio d'ore.
Dall'altra parte c'è il costo per togliere quei secondi. Per pubblicare in automatico dovrei spostare tutto l'archivio (più di trecento articoli accumulati in anni di pubblicazioni), gli iscritti, riconfigurare il dominio mad.academy, ricostruire sito e moduli, e gestire i reindirizzamenti di tutti gli URL esistenti per non perdere il posizionamento sui motori di ricerca. Giorni di lavoro. Per risparmiarne un paio d'ore in cinque anni.
E c'è un secondo muro. La piattaforma su cui sono adesso permette la pubblicazione davvero automatica, comandata da una macchina via API (l'interfaccia che fa parlare i programmi tra loro), solo sul piano più alto, quello a contratto pensato per chi ha oltre centomila iscritti. Per ora sono lontanissimo da quei numeri, e su Beehiiv sto sul piano gratuito. Il piano a pagamento intermedio, una quarantina di euro al mese, mi lascerebbe far arrivare la bozza già dentro la piattaforma in automatico, ma il Pubblica resterebbe comunque da premere a mano. Inizierei a pagare per non smettere nemmeno di cliccare.
C'è una tabella che chiunque lavori con le automazioni conosce: la disegnò Randall Munroe nella vignetta numero 1205 di XKCD, "Is It Worth the Time?". Dice quanto puoi lavorare a velocizzare un compito ricorrente prima di bruciare più tempo di quanto ne risparmi. Per un compito che mi costa mezz'ora l'anno, il margine è minuscolo. La migrazione lo sfonda il primo giorno.
Perché te lo racconto
Costruire in pubblico non vuol dire mostrare le cose che funzionano. Vuol dire mostrare le decisioni noiose.
Un consulente di automazione che automatizza tutto per riflesso sta vendendo movimento, non giudizio. Come diceva Abraham Maslow, se l'unico strumento che hai in mano è un martello, ogni cosa inizia a sembrarti un chiodo. La cosa che vendo davvero è sapere quando conviene battere e quando lasciar stare. E qui conviene lasciar stare. Non per sempre.
So anche cosa ribalta il conto, e l'ho scritto prima di averne bisogno. Non saranno i secondi del clic. Sarà il giorno in cui quel gesto manuale smetterà di essere mezz'ora l'anno e diventerà il collo di bottiglia di un sistema più grande: quando vorrò pubblicare lo stesso articolo in automatico anche su LinkedIn, Instagram e X dalla stessa fonte, o quando la cadenza crescerà oltre quello che riesco a seguire a mano. Lì la migrazione si ripaga. Prima no.
Non sto dicendo mai. Sto dicendo non adesso, e ho messo nero su bianco il segnale che cambia la risposta.
Cosa puoi prendere
Prima di automatizzare la prossima cosa nella tua azienda, fai il conto della vignetta di Munroe: quante volte la fai, quanti secondi ti costa ogni volta, per cinque anni. Scrivi quel numero accanto al costo di costruire l'automazione.
Se l'automazione costa più di quanto fa risparmiare, la versione manuale noiosa è il sistema giusto, finché un segnale che definisci oggi non la ribalta. Decidi adesso quale sarà quel segnale. È la parte che quasi tutti saltano, ed è l'unica che trasforma "ci penso" in una decisione.
Vuoi il prossimo articolo?
Iscriviti alla newsletter — 3 volte a settimana, lun/mer/ven.
1
