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MAD non significa folle.

È un acronimo. Make A Difference.

Te lo dico oggi, nella seconda settimana di rilancio di questa newsletter, per una ragione operativa: il nome non è cosmetica. È un filtro che decide cosa pubblico e cosa no. E voglio che tu sappia in base a cosa filtro — perché da questo dipende cosa troverai nella tua casella di posta lunedì, mercoledì e venerdì per i prossimi 23 mesi.

Cosa significa MAD (e perché non l'avevo detto prima)

Per anni, anche all'interno della mia cerchia ristretta, ho lasciato che "mad" nei nomi delle mie attività suonasse come "folle, eccentrico, fuori dagli schemi". È un'interpretazione comoda. Spiega in mezzo secondo perché uno tiene insieme un salone di parrucchieri, una distribuzione di acqua alcalina idrogenata, una consulenza in automazione per PMI e un'associazione non profit.

Ed è sbagliata.

MAD = Make A Difference.

Lo trovi in mad.academy — questa newsletter, dove "academy" completa "Make A Difference Academy". Lo trovi in MAD UNITE, la mia consulenza in automazione per piccole e medie imprese italiane. E lo trovi anche dove non l'ho mai esplicitato: il salone Extension Lounge non è solo un salone, è il laboratorio dove provo le automazioni prima di consegnarle ai clienti MAD UNITE. EcoKangen non è solo acqua alcalina idrogenata, è il canale dove sto imparando il network marketing dall'interno: capire cosa funziona di quel modello e cosa no quando lo guardo dalla parte del distributore. PDP PROJECT non è solo un'associazione, è il posto dove i sistemi che costruisco servono persone che ne hanno realmente bisogno.

Make A Difference è il filo. L'avevo nei nomi prima ancora di metterlo per iscritto.

E "Academy" non l'ho scelto per decoro. La parola viene dalla Akadēmeia che Platone fondò nel 387 a.C. fuori dalle mura di Atene: un boschetto di ulivi sacro ad Atena dove ci si trovava per discutere e mettere alla prova le idee. Niente programmi, niente voti, niente diplomi. Un posto dedicato, lontano dal rumore. Tre articoli a settimana per 23 mesi è la mia versione di quel boschetto, che unisce quello che ho iniziato nel 2015 a quello che faccio oggi. Lezione continua: a me che la tengo prima, a chi la segue dopo.

Non l'avevo mai detto pubblicamente per una ragione semplice: finché un acronimo resta solo un'idea privata, non ti costa nulla tradirlo. Nel momento in cui lo dici ad alta voce a un pubblico di lettori, diventa un contratto. E i contratti pubblici sono il modo più stupido e più efficace che conosco per non rompere le promesse.

Oggi lo metto per iscritto.

MAD Academy non è del 2026

Se sei iscritto da prima del 24 dicembre 2024, sai che questa newsletter ha una storia. Se ti sei iscritto nelle ultime settimane, no — e serve a capire il punto.

Nel 2015 ho pubblicato 3 libri. Ebook più audiolibri su Audible, con editore GoodMood, serie "Lezioni in aula — Crescita personale":

  • Autostima — come vivere la migliore versione di se stessi

  • Produttività — come essere produttivi in un mondo pieno di distrazioni

  • Obiettivi — come ottenere tutto quello che vuoi e molto prima di quanto pensi

Se cerchi i 3 libri su Amazon Kindle o Audible (li ho narrati io), in alto a sinistra delle copertine c'è il logo mad ACADEMY. Stesso identico marchio che oggi è sopra ogni articolo che leggi qui.

MAD Academy come imprint editoriale è del 2015. Undici anni fa.

Quello che cambia adesso non è il nome. È la promessa pubblica.

Per 11 anni MAD Academy è stato un marchio silenzioso: i libri sono in catalogo, ma non li ho mai promossi davvero. I 322 articoli accumulati su Beehiiv erano un cassetto privato. Era un brand che esisteva solo per me, utile ma non operativo verso un pubblico.

Da maggio 2026 MAD Academy diventa un contratto: tre articoli a settimana, posizione esplicita, target dichiarato, numeri trasparenti. E adesso te lo dico ad alta voce per non poterlo più rompere in silenzio.

Cosa filtra fuori "Make A Difference"

"Make A Difference" suona bene come tagline. Il rischio è che resti tagline.

Per evitarlo, ogni volta che premo Pubblica un articolo passa attraverso un test molto stupido e molto operativo: questo pezzo lascia il lettore con qualcosa che può fare, capire, o smettere di fare entro 24 ore? Se la risposta è "no, è solo carino", l'articolo non esce.

Tradotto sui 5 pillar editoriali che già conosci:

AI & Automation per chi non programma — 35% degli articoli. Differenza = un workflow che puoi rubare oggi e adattare al tuo business questa settimana. Niente panoramiche sull'AI. Niente "10 prompt magici". Esempi concreti dalle mie attività (il funnel WhatsApp del salone, la pipeline NotebookLM dei video YouTube), con i numeri che funzionano e quelli che non funzionano.

Stoic Pragmatism — 25%. Differenza = un principio più la sua applicazione operativa di questa settimana. Niente stoicismo da meme. Niente Marco Aurelio sospeso a mezz'aria. Se Ryan Holiday o Nicholas Taleb arrivano in un articolo, arrivano legati a una decisione che ho preso davvero in azienda.

Build in Public — 20%. Differenza = numeri veri, errori veri, niente vanity. Quanti lead ha generato il funnel WhatsApp del salone. Quanti template Meta mi hanno rifiutato la settimana scorsa e perché. Quanti clienti MAD UNITE ho chiuso davvero e a quale prezzo. Cosa ho sbagliato e ho dovuto rifare.

Systems Thinking & Frameworks — 10%. Differenza = framework più la mia versione adattata. PARA di Tiago Forte applicato a chi gestisce 4 ventures in parallelo. PFMS, il sistema di gestione finanziaria personale ispirato a Ramit Sethi. Kolbe A come strumento decisionale. Mai teoria sospesa. Sempre il framework più dove ho dovuto modificarlo per farlo funzionare nel mio caos.

Tools & Reviews — 10%. Differenza = recensione su caso d'uso specifico, non scheda prodotto. n8n dopo 12 mesi di adozione. Claude nei contesti dove batte e dove perde. Beehiiv contro alternative open-source. Mai sponsorizzati nascosti: quando uno strumento è regalato o pagato, lo dico nell'incipit del pezzo.

Cosa il filtro butta fuori senza pietà: motivazione generica, hook tipo "il segreto che nessuno ti dice", metriche fittizie, riflessioni che servono più a chi le scrive che a chi le legge.

Il contratto inverso

Make A Difference è il filtro. La cadenza lun-mer-ven è il vincolo. Tu, lettore, sei il giudice.

Se questo articolo non ti ha lasciato con almeno una domanda che ti chiede "cosa farei diversamente oggi?" — anche piccola, anche su un dettaglio operativo — allora il filtro ha fatto cilecca. Significa che ho pubblicato qualcosa che non meritava di uscire, e devo riscriverlo.

Una richiesta concreta, non un invito gentile:

Dimmelo, quando un articolo non passa la prova della differenza. Rispondi alla newsletter, scrivimi una riga su LinkedIn, lascia un commento. Non per cortesia: per fare il lavoro. Senza il tuo segnale io continuo a pubblicare cose che funzionano per me ma non per chi le legge. E in quel caso il nome del brand mente.

Se invece l'articolo ha fatto differenza, gira la newsletter a una persona che secondo te ne può ricavare qualcosa. Una sola. Le persone giuste arrivano per passaparola di qualità, non per algoritmo.

Make A Difference Academy. Da oggi è scritto. Lunedì si torna al pillar Stoic.

Iscriviti alla newsletter: mad.academy — 3 articoli a settimana, lun-mer-ven, per i prossimi 23 mesi.

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